Uscite estive: alla Reggia di Caserta con Nicola Alò “Champagne”
Domenica scorsa, 07 luglio 2024, c’è stata una piccola escursione organizzata da Nicola Alò, conosciuto da tutti come “Champagne” per il suo celebre motto: “Champagne alla vita”.
La meta di destinazione è stata la meravigliosa e lussuosa Reggia di Caserta, in Campania.
La partenza è stata alle ore 3:00 del mattino dalla fermata dell’Uffcio Postale sito in via Ceglie.
All’inizio del viaggio, durato quasi cinque ore, ci siamo fermati nella località di Pezze di Greco – frazione di Fasano (BR), per prendere la guida turistica, la simpaticissima Angela.
Durante il viaggio in bus, tra una chiacchiera e l’altra, ci ha raccontato qualcosa della sua vita, della sua professione da tour operator e ci ha narrato la storia della nota Reggia di Caserta.
Arrivati a Caserta, ci siamo avvicinati all’ingresso e addentrati nel mega giardino lungo 3 km.
Ci siamo incamminati pian piano in lunghi percorsi immersi nel verde degli alberi (alcuni di loro molto antichi), delle piante e dei cespugli. Il rumore dell’acqua faceva da padrone per via delle numerose fontane decorative, dove al loro interno sono presenti dei pesci.
Il Parco Reale, parte integrante del progetto presentato dall’Architetto Luigi Vanvitelli ai sovrani, si ispira ai giardini delle grandi residenze europee del tempo, fondendo la tradizione italiana del giardino rinascimentale con le soluzioni introdotte da André Le Nötre a Versailles. I lavori, con la delimitazione dell’area e la messa a dimora delle prime piante, iniziarono nel 1753, contemporaneamente a quelli per la costruzione dell’Acquedotto Carolino, le cui acque, dalle falde del Monte Taburno, avrebbero alimentato le fontane dei giardini reali. Il giardino formale, così come oggi si vede, è solo in parte la realizzazione di quello che Luigi Vanvitelli aveva ideato alla sua morte, infatti nel 1773, l’acquedotto era stato terminato ma nessuna fontana era stata ancora realizzata, i lavori furono completati dal figlio Carlo (1740-1821), il quale, pur semplificando il progetto paterno, ne fu fedele realizzatore, conservando il ritmo compositivo dell’alternarsi di fontane, bacini d’acqua, prati e cascatelle.
Durante la giornata abbiamo avuto modo di visitare Castelluccia, il Bosco Vecchio, la Peschiera, la Fontana di Diana e Atteone, il Giardino Inglese era chiuso, le Fontane di Eolo, Cerere e Dei Delfini e infine la Via D’acqua.
Dopodiché, c’è stato il pranzo a sacco al fresco, sotto l’ombra degli enormi alberi che ci facevano da scudo, abbiamo passeggiato ancora un po’ per poi partire nel pomeriggio e ritornare ognuno nelle proprie abitazioni.